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Di Carlo Faillace
La nostra attività di adozione dei cavalli dismessi, perchè giudicati inutilizzabili, prevede non solo il loro pensionamento definitivo, ma anche il loro eventuale recupero e la loro riabilitazione.
Il caso di Briciola sembra una favola.
Alcuni mesi fa ci venne portata una cavallina haflinger, ritenuta definitivamente lesionata e quindi non più utilizzabile, che era stata adoperata in una scuderia di cavalli a nolo. Per sua fortuna una frequentatrice del posto, mossa a pietà, si era adoperata affinchè la cavallina non fosse mandata al macello, ma consegnata a noi. Così ci arrivò su di un furgone, privo di rampa di carico e scarico, dal quale fu fatta saltare giù prima che ci si potesse rendere conto di quel che succedeva.
Camminava a fatica e per la lunga incuria i ferri erano incassati nell'unghia, che, crescendo, li aveva incorporati. In uno dei posteriori al posto della forchetta c'era un buco, che faceva temere un cancro del fettone. Non conoscendone il nome, la chiamammo "Briciola".
Dopo averla sistemata in un bel box comodo e pulito, le togliemmo i ferri ( che fatica!) e dopo averle fatto un corretto pareggio dell'unghia abbiamo cominciato a curarla con amore e pazienza. Le abbiamo dovuto dedicare molto tempo, perché si muoveva malissimo e inciampava ogni tre passi. Quando veniva messa al prato con i suoi compagni, si muoveva a piccoli passi e non rispondeva ai loro inviti al gioco e alla corsa.
Ginnasticata giornalmente alla corda con un lavoro appropriato e mai più ferrata, Briciola cominciò pian piano a migliorare, finchè fu in grado di trottare e galoppare e anche di sgroppare giocando con i suoi compagni.
Scoprimmo, quasi incidentalmente, che nella sua avventurosa e triste vita precedente Briciola era stata attaccata. Decidemmo di fare una prova con un calessino che un amico ci mise a disposizione e il risultato fu sorprendente.
Il 26 maggio 2002, al termine del Concorso Ippico Internazionale di Roma, in una piazza di Siena in veste notturna, gremita di pubblico e resa ancor più suggestiva dalle luci dei riflettori e dalla musica dei valzer viennesi, Briciola si è esibita insieme agli altri attacchi del settore attacchi della F.I.S.E. trottando a volontà e applaudita come una "star" sul campo equestre più famoso d'Italia, calpestato dai più famosi cavalli della storia dell'equitazione.
Quando le luci di Piazza di Siena si sono spente, dopo essere stata prova vivente e testimonianza di come i cavalli possono essere salvati e recuperati, Briciola è tornata soddisfatta a casa, dove vive con i suoi compagni libera, felice e amata. Chissà, forse si sarà addormenterà nel suo box sognando la sua avventura di vita, che l'ha vista passare dalle stalle alle stelle.
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