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Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa pervenutoci dallo Staff di "Caccia il Cacciatore".

ASSOCIAZIONE ITALIANA FAMILIARI E VITTIME DELLA CACCIA
IL TAR DA' RAGIONE AI CAPRIOLI: GLI ABBATTIMENTI SELETTIVI IN PIEMONTE NON RIPRENDERANNO!
BOSCHI PIU' SICURI, PER GLI ANIMALI E PER LE PERSONE
5 ottobre 2006


Dopo aver sospeso a inizio settembre la strage di ungulati voluta dalla Regione Piemonte, nell'udienza di oggi del TAR piemontese viene riconfermata la decisione: i piani di abbattimento selettivo approvati dalla Regione Piemonte non sono in regola e quindi la delibera delle Regione non risulta valida. La regione non ha rispettato l'iter corretto, che prevede il preventivo parere dell'INFS, l'istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Si puo' ancora sparare agli ungulati solo nelle aziende faunistico venatorie private, dunque, che non necessitano del parere dell'INFS, ma non negli ATC e CA, cioe' nei "luoghi pubblici" di caccia.

Le tante migliaia di ungulati condannati a morte potranno cosi' salvarsi, ma non certo per merito della Regione Piemonte. Affermano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, che, assieme alla Lega Abolizione Caccia, hanno presentato a fine agosto il ricorso al TAR vinto definitivamente oggi: "I governanti locali che vogliono risolvere il problema del sovrannumero di animali selvatici adottano sempre la soluzione per loro piu' semplice, nel senso di 'meno laboriosa', quella degli abbattimenti di massa. Ma dovrebbero iniziare ad ammettere che questa non e' affatto una soluzione, perche' il problema si ripresenta ogni anno. E quindi e' loro dovere cercare e trovare altre soluzioni, soluzioni che non coinvolgano mai i cacciatori, il cui comportamento e' sempre e comunque un pericolo per l'incolumita' pubblica, che invece i governanti locali dovrebbero tutelare".

Trovano cosi' ragione le istanze dei tantissimi cittadini che nelle scorse settimane hanno protestato per queste uccisioni senza senso, e i tanti "cacciatori arrabbiati" dovranno accontentarsi di meno prede. Dichiara l'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia: "I cacciatori hanno protestato in queste settimane perche' sono stati dipinti come individui pericolosi e violenti, ma e' esattamente quello che sono: violenti con gli animali, perche' non si puo' definire in altro modo chi prova piacere a uccidere esseri indifesi, e pericolosi per gli umani perche' gia' in sole 3 settimane di stagione venatoria ci sono stati 9 morti e 24 feriti, tra cui molti non cacciatori".

E si tratta comunque di un bilancio per difetto, perche' conta soltanto gli incidenti riportati sui giornali: tanti ferimenti, magari piu' lievi, e gli innumerevoli casi di "allarme sociale", minacce dei cacciatori contro i cittadini indifesi, spari nei giardini e vicino alle case, ecc., spesso non sono riportati sui quotidiani.

La stagione venatoria continuera', ma grazie a questa vittoria al TAR, i cacciatori sono stati messi in condizione di nuocere di meno. Agli animali e agli umani.

Contatti:
www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org


Nuova pubblicazione (28 ottobre 2005)

E' appena stato pubblicato a cura dell'editore Paleani il saggio "Avremmo avuto Caprilli senza Paderni?" di Carlo Faillace.

Si tratta di un saggio di carattere tecnico-storico sulla evoluzione dell'equitazione naturale divenuta dottrina italiana con l'adozione del sistema Caprilli, frutto di una ricerca che mette in luce elementi fino ad ora mai evidenziati e che costituisce un importante contributo alla storia dell'equitazione.

La presentazione ufficiale avrà luogo a Verona in occasione della Fieracavalli del 3-6 novembre 2005.

Corso di pareggio del piede non ferrato (28 settembre 2005)

Il 24 e il 25 settembre u.s. ad Apecchio (PU), presso la PROEQUO, il dott. Luca Gandini ha tenuto un corso di pareggio del piede del cavallo non ferrato.

Il corso si è articolato in due giornate. La parte teorica si è valsa di videoproiezioni di immagini,di fotografie, di schemi e di tabelle che illustrano la fisiologia dello zoccolo del cavallo, la sua forma naturale e le patologie più comuni. Le immagini proiettate hanno fornito una vasta dimostrazione di come la ferratura si oppone alla fisiologia del piede provocando ipotrofia, patologie, degenerazioni e alterazioni alcune subcliniche (cioè non visibili) e altre cliniche, quindi vere e proprie patologie.

La parte pratica si è svolta in due fasi: in un primo tempo i partecipanti sono stati impegnati su monconi di cavalli per sviluppare manualità ed esperienza mentre in un secondo tempo sono passati al pareggio del piede del cavallo vivo.

Come conclusione c'è stata la dimostrazione di come il cavallo senza ferri si muove e si piazza meglio del cavallo ferrato, anche su terreno imbrecciato e sassoso.

I partecipanti al corso, tutti proprietari di cavalli e coinvolti in attività sportive e di turismo equestre e studenti di veterinaria sono rimasti più che soddisfatti entusiasti.
Durante il corso è stata molto gradita la visita del Dott. Stefano Sabbioni, medico veterinario, che già ha sotto la sua supervisione, nella zona di Bologna e Imola, circa un centinaio di cavalli non ferrati adibiti a uso sportivo.

La consuetudine di non ferrare il cavallo sta ottenendo in Italia un successo maggiore del prevedibile. I corsi sul pareggio organizzati dal dott. Gandini vengono richiesti in tutta la penisola e il fitto calendario è già programmato fino a marzo 2006.
Ciò è motivo di grande soddisfazione per il Prof. Carlo Faillace che, per oltre trent'anni, è stato il solitario e contrastato sostenitore del cavallo sferrato, portando avanti con coraggio e determinazione e con i propri cavalli, in un mondo equestre piuttosto conservatore, un convincimento che i fatti dimostrano giusto e che oggi risulta vincente.
Il dott. Gandini controlla il lavoro dei partecipanti
Futuri pareggiatori al lavoro sui monconi

Per ulteriori informazioni sul cavallo sferrato visitate l'apposita area di Proequo e il sito www.barefoothorseitalia.it 

A. de Pirolli

Gli Attacchi: che bella emozione (20 luglio 2005)


Non c’è cosa più emozionante che viaggiare attraverso la campagna seduti dietro un cavallo che ha fiducia in te ed è felice nel suo lavoro, dice Billy Hill, presidente dell’American Driving Society, che attualmente conta più di tremila membri.

Come annunciato, il 19 di giugno 2005 si è svolto il Raduno di calessi e carrozze d’epoca, voluto e organizzato dal Prof. Carlo Faillace (Proequo), sotto il patrocinio del Comune di Apecchio, con lo scopo di promuovere lo sport degli attacchi e diffondere il piacere di guidare un calesse o una carrozza in campagna e attraverso le strade dei boschi, svolgendo una attività non invasiva e rispettosa della natura con la quale si fonde senza violentarla. La manifestazione è stata la prima del suo genere nella zona di Pesaro-Urbino e il successo è stato maggiore del previsto, tanto da far ritenere che questa sarà la prima edizione di una manifestazione periodicamente ricorrente.

Hanno partecipato al raduno attacchi provenienti dalla Toscana, dall’Umbria, dall’Emilia-Romagna e dalle Marche.

In mattinata gli attacchi hanno compiuto una sfilata-passeggiata nella parte storica del paese fino a Palazzo Ubaldini, dove i figuranti, che rappresentavano il Conte e la Contessa e i cavalieri e i palafrenieri del Palazzo, in bellissimi costumi rinascimentali, hanno ricevuto i guidatori con un rinfresco.

La passeggiata è poi continuata attraverso il viale di tigli di Santa Caterina fino ai prati del Piano di Velluto, dove i cavalli sono stati staccati e ai guidatori è stato offerto il pranzo sotto gli alberi.

Il pomeriggio è iniziato con la sfilata di ciascun attacco presentato da uno speaker molto brillante che descriveva il tipo di calesse o carrozza, diceva il nome del proprietario e ovviamente parlava del cavallo, della sua provenienza e delle sue caratteristiche. E’ stata anche una occasione per descrivere e far conoscere al pubblico lo sport degli attacchi e quali sono le diverse gare e manifestazioni stabilite per questa disciplina dal regolamento della FISE, a partire dai “Concours d’Elegance” fino al completo, che si svolge con caratteristiche simili a quelle del Completo di Equitazione.

Si è poi passati a una dimostrazione di abilità tra i coni ovvero a un percorso ad ostacoli mobili che si svolge su un rettangolo di metri 120 x 70 dove è sistemato un numero di circa 20 porte formate da coni sormontati da palline, posti a una distanza che permette solo pochi centimetri di gioco a ciascuna ruota. Ogni pallina o cono abbattuto comporta penalità e la prova può essere disputata a punti o a tempo. In questa prova viene messa in risalto l’abilità e la competenza del guidatore e la morbidezza e l’obbedienza del cavallo.

Non è mancata neppure una disavventura della quale è stata autrice e protagonista Briciola, che era attaccata al calesse del Prof. Faillace, una “romagnola” della seconda metà dell’ottocento. Approfittando di un momento di distrazione del palafreniere, che doveva tenerla mentre si aspettava di compiere il percorso tra i coni, Briciola se n’è andata da sola con il calesse e in cassetta Oliver, il setter che adora andare in calesse. Si è infilate tra un grosso albero e una staccionata dove lei è passata, ma il calesse no .I finimenti si sono sganciati , Oliver è saltato giù e Briciola se n’è andata a spasso per campi lasciando il povero calesse semidistrutto. Succede. Per fortuna nessuno si è fatto male e il calesse restaurato dal bravo e meticoloso Roberto Campriani di Città di Castello sarà più bello di prima.

Le immagini della manifestazione meglio raccontano questo bel raduno.


1 ottobre, 2001: MICROCHIP? No, grazie

Nell'ultimo numero di "DYNAMIQUE", Journal de la Société National pour la Défense des Animaux, a pagina 3, si legge il seguente articolo, del quale riportiamo una sintesi.

ATTENZIONE ALLA “PULCE ELETTRONICA”

Da molti anni la SNDA denuncia l’identificazione elettronica degli animali via radiofrequenza, la “pulce elettronica” impiantata nel corpo degli animali, visto anche che è innegabile che da molto tempo il tatuaggio e l’indispensabile targhetta incisa con i dati del proprietario vengono usate con soddisfazione.

E’attraverso lo strumento chirurgico chiamato "tre quarti", iniettore munito di pistone, che la pulce elettronica, oggetto di circa undici millimetri, viene infilato in un muscolo sotto la pelle dell’animale. La lettura del codice d’identificazione si svolge per mezzo di un lettore elettronico.
La pulce elettronica è anche chiamata “transponder”, “microchip”, “identificatore a radiofrequenza”.

Evidentemente, varie aziende commerciali attendono guadagni da questa nuova forma di identificazione, così come le aziende farmaceutiche produttrici di pistole, iniettori, microchip e lettori.
L’impianto del microchip è stato classificato come intervento chirurgico, e quindi anche i veterinari ne trarranno beneficio, non rifiutando di certo il profitto sostanziale che potrà portare loro questa nuova ma detestabile pratica.

La pulce elettronica non è infallibile e presenta dei rischi per gli animali:
  • Dolore e ferita all’atto dell’impianto
  • Il pericolo che si corre ad impiantare forzatamente e senza alcuna necessità un corpo estraneo nell’organismo, tramite una pistola (iniettore a pistone)
  • Creazione di cisti e rischi di infezioni, possibile causa di futuri tumori
  • Impedimento e sofferenza da parte dell’animale portatore di microchip incistato (che ha formato una cisti) o talvolta migrante (per sfregamento della zona)
  • In caso di rissa tra animali, rischio di rottura o spostamento del microchip all’interno del corpo dell’animale, con conseguenti lesioni interne
  • In certi casi, se le fibre muscolari vanno a circondare completamente il microchip o se questo si dovesse rivelare difettoso, sarà illeggibile, con la conseguenza di un ulteriore intervento per l’estrazione.

Tratto da: DYNAMIQUE – Journal de la Société Nationale pour la Défense des Animaux, pag. 3, ultimo numero uscito.

www.dogwelcome.it - Traduzione di Annalaura Sagramora.


L'Italia sotto accusa rischia una condanna penale per crudeltà verso gli animali

La Commissione Europea ha pubblicato un rapporto che condanna la sofferenza degli animali trasportati attraverso l'Italia.

Tale rapporto documenta numerose infrazioni delle normative della Comunità Europea sui trasporti da parte dell'Italia. Raccomanda, inoltre, che vengano prese misure contro il governo italiano per non essere capace di imporre e far rispettare la legislazione della Comunità Europea.

La proposta dell'azione legale contro l'Italia fa seguito a una inchiesta della Commissione Europea svoltasi nel novembre del 2000, che ha scoperto in Italia un'alta percentuale di mortalità di animali sottoposti a lunghi viaggi pur non essendo nelle condizioni fisiche adatte.
Per leggere i motivi del rapporto seguite questo link

E' da oltre un anno e mezzo che la PROEQUO, organizzazione per la protezione del cavallo, ha cercato di portare alla luce le inadempienze e i cosiddetti viaggi dell'orrore attraverso la carta stampata, la radio e la televisione. Nonostante la Direttiva CEE sui trasporti del 1995 abbia subito modifiche positive, specie dopo gli incontri assieme all'ILPH e il Ministero dell'Agricoltura Ungherese a Budapest nel giugno del 2000, nessun serio miglioramento si è verificato in Italia.

Il 70% dei cavalli importati in Italia proviene dalla Romania e gli animali vengono sottoposti a lunghissimi viaggi che durano anche settimane, specie per quelli che vengono caricati per primi.
Giungono in Italia esausti, disidratati e non pochi già morti, calpestati dai compagni di sventura.

29 maggio 2001 Nuova sciagura per i cavalli

Si è appena concluso il 69° Concorso Ippico Internazionale di Roma. La novità, ispirata dal dio Denaro, è stata l'introduzione delle scommesse in questo settore delle discipline equestri, che non era mai stato legato a tale attività.
L'intento sarebbe quello di portare nuova "linfa vitale" allo sport equestre. Ciò vuol dire, in parole terra terra, portare più soldi in tasca a coloro che già speculano sullo sfruttamento del cavallo.

Quanto questa iniziativa influirà sul benessere e la salvaguardia del cavallo è motivo di seria preoccupazione non solo per noi, che del benessere del cavallo facciamo il nostro unico scopo, ma anche per altri, osservatori non di parte, ma consapevoli e attenti. Conoscendo la natura umana e quanto si verifica altrove in situazioni analoghe, abbiamo molti e giustificati motivi per temere i daemoniorum officia di tertulliana memoria.
C.F.

Lecce Sera del 3.05.2001

Bloccata la manifestazione a Galatone dopo la segnalazione delle associazioni: Sequestrati dieci esemplari, forse rubati.
Blitz dei carabinieri, la fiera scende da cavallo
Vittorio Calosso

GALATONE – Blitz dei carabinieri alla fiera del bestiame di Galatone, e volano parole grosse e minacce. E’ successo di tutto alla manifestazione legata alle celebrazioni del Santissimo Crocefisso, del centro salentino, dove i controlli da parte dei militari dell’arma, agli ordini del maresciallo Nicola Montemurro, hanno creato lo scompiglio. Tutto è partito da un esposto-denuncia arrivato via fax alla stazione dei carabinieri e giunto direttamente da Roma. A sollevare il polverone il presidente dell’associazione Proequo di Roma (nata per la tutela dei cavalli), Carlo Faillace, che ha invitato le autorità competenti ad intervenire per eseguire una serie di verifiche nell’ambito della fiera. In primo luogo secondo quanto segnalato dall’associazione era del tutto sintomatico il fatto che fosse stata autorizzata una manifestazione in un periodo in cui i raduni con la presenza di animali sono stati vietati dal ministro della Sanità Veronesi e delle politiche agricole Pecoraro Scanio, a causa dell’epidemia di afta epizootica (ordinanza datata 12 aprile 2001). Il controllo dei carabinieri è stato finalizzato a verificare anche se gli animali presenti alla manifestazione fossero tutti muniti di certificato di identificazione così come prescrive una disposizione della Commissione Europea del 22 dicembre 99, nonché verificare se anche per gli stessi cavalli erano a disposizione le certificazioni di vaccinazione antinfluenzale non scaduta. Ovviamente i militari su sollecitazione anche di alcuni volontari delle associazioni animaliste presenti sul posto hanno subito convocato i referenti della ASL veterinaria che hanno la competenza di verificare tali prescrizioni. Dopo le verifiche stando alle poche indiscrezioni raccolte, visto che sulla vicenda regna il massimo riserbo, almeno dieci esemplari sono stati sequestrati. Ma alla base del provvedimento si inserisce anche una serie di controlli incrociati per il rinvenimento di cavalli rubati nel Lazio e smistati proprio nel Salento. Intanto le accuse principali sono rivolte soprattutto alla Asl: perché nessun veterinario era presente all’apertura della fiera per controllare eventuali inandempienze? I carabinieri continuano ad indagare.

100 Miglia senza ferri
Darolyn Butler-Dial, amazzone statunitense di endurance e convinta sostenitrice del cavallo sferrato ha portato a termine la sua prima competizione su di un cavallo senza ferri. Si è trattato della gara di endurance di 100 miglia della Frigid Digit 2001, che si è svolta nei pressi di Decatur, Texas, il 3 febbraio 2001.
Darolyn ha recentemente sferrato tutti i 40 cavalli della sua scuderia. Ne ha iscritti 9 alle gare di Digit Frigit, rispettivamente nelle gare di 30, 50 e 100 miglia.
Dato il terreno particolarmente sassoso delle prime 20 miglia e molto accidentato e roccioso nelle successive due tratte, per eccesso di prudenza Darolyn ha voluto mantenere una velocità moderata. Quando si è resa conto della perfetta tenuta del cavallo e la sua fiducia nella possibilità di portare a termine la performance sul cavallo sferrato si è confermata, ha aumentato la velocità tanto da percorrere e completare le ultime tre tratte a una velocità superiore a quella tenuta dal vincitore della gara. Il tempo perso all'inizio per l'eccesso di prudenza non le ha permesso di vincere, ma "aver portato a termine questa gara su di un cavallo senza ferri e in perfette condizioni equivale a una grande vittoria" ha dichiarato Darolyn., "E' stata una vittoria mentale e fisica."

Darolyn è una dei cinque americani che sono stati invitati alla Dubai World Cup del 22 marzo 2001 con il suo cavallo DJB Chaser, naturalmente sferrato.
(da "Horse's Hoof", The International Hoof Journal, Issue 3, spring 2001)

Novità da Siena
16 febbraio 2001
Il Comune di Siena, a dimostrazione di quanto tutta la città abbia a cuore il benessere dei cavalli che partecipano al Palio, ha deciso che a partire dal 2001 i purosangue non potranno più partecipare alla corsa nella Piazza del Campo.
Per abbassare la velocità assoluta, che può rappresentare una causa di incidente, saranno ammessi alla corsa solo i mezzosangue con certificato che attesta la loro origine, con caratteristiche morfologiche non volte alla velocità assoluta e con uno stinco non inferiore a 19.5.

Tra le diverse iniziative prese dal Comune e dai cittadini di Siena nei confronti dei cavalli bisogna ricordare il Centro Fisioterapico per cavalli, che è il primo in Italia, e il Centro di Radicondoli, la tenuta agricola dove i cavalli che hanno partecipato al Palio vengono mandati a trascorrere gli anni del pensionamento.
Queste iniziative costituiscono un esempio per tutto il mondo sportivo, che, generalmente, usa il cavallo sfruttandolo, senza alcuna riconoscenza. A Siena, inoltre, sono in fase di studio altre iniziative, anche a livello internazionale, nel campo della ricerca della veterinaria equina.

La Proequo in Tailandia
Il Prof. Faillace con un cavallino Thai
Il Prof. Faillace si è recato in Tailandia per uno studio sulla popolazione equina del Paese. Sul posto ha avuto la piacevole sorpresa di scoprire una razza equina indigena non catalogata, allevata alla casareccia nelle campagne, ma con delle caratteristiche ben definite. Sebbene per dimensioni sarebbe da porsi nella categoria dei ponies, non si tratta di un pony, ma di un cavallino. Ha, infatti, tutte le caratteristiche morfologiche del cavallo, ma in misura ridotta. Anche le andature sono quelle di un cavallo grande e non del pony.

Il Prof. Faillace ha eseguito tutte le ricerche e le misurazioni necessarie alla catalogazione del cavallino, che è stato chiamato THAI in onore alla sua terra di origine, ed ha presentato al Ministero dell'Agricoltura della Tailandia un rapporto dettagliato. Grazie a questo lavoro verrà ben presto istituito lo Stud Book del cavallino THAI.

Il Ten. Col. Veterinario Prof. Chumnan Trinarong con alcune studentesse veterinarie asciugano i cavalli dopo una ripresa in maneggio
Molto interessante è stata la visita del Prof. Faillace alla bella e moderna facoltà di Veterinaria dell'Università di Chiang Mai. Il corso di laurea in medicina veterinaria dura cinque anni più uno. Terminati i cinque anni di studi generali, i futuri medici veterinari devono dedicare un altro anno agli studi attinenti alla specializzazione che sceglieranno. La specializzazione in medicina e patologia equina è organizzata dal Ten. Col. Veterinario Prof. Chumnan il quale richiede ai futuri medici di cavalli di montare a cavallo tutte le mattine dalle sei alle otto e tutti i pomeriggi dalle 16 alle 18 in riprese condotte da lui stesso. Gli studenti devono anche aver cura dei cavalli occupandosi personalmente del governo e delle pulizie dei box. Naturalmente il settore equino della facoltà è composto, oltre che dalla clinica, da un maneggio e da modernissime scuderie La vivisezione più che proibita non è proprio contemplata, perchè contraria alla mentalità e alla cultura tailandese.
Per maggiori approfondimenti consultare "Il cavallino Thai" seguendo questo link

Inghilterra: vietato l'allevamento degli animali da pelliccia
In Inghilterra la legge che proibisce l'allevamento di animali da pelliccia è stata definitivamente approvata dalla Camera dei Lords. Il provvedimento deve ora tornare ai Comuni per la definitiva approvazione Reale, procedura solo formale.

Non ci rimane che sperare che un provvedimento analogo sia preso dagli altri paesi della comunità europea e dagli Stati Uniti.

I visoni sono degli animali che hanno bisogno di molto movimento. Ogni giorno, infatti, percorrono una media di più di tre chilometri indaffarati a cercare il cibo. Sono anche dei bravi nuotatori. Le piccole gabbie nelle quali sono tenuti chiusi negli allevamenti impediscono agli animali la libertà di movimento consona alla loro natura.

E' vergognoso e amorale che una società civile mantenga in stato di sofferenza continua degli animali solo per soddisfare la stupida vanità della moda.

Museo del Cavallo a Blera (VT)
All'inizio del prossimo anno 2001 sarà inaugurata la struttura espositiva del museo "Il Cavallo e l'Uomo", sezione allestita nel Museo Civico di Blera.
Essa si articola in un duplice percorso scientifico. Il primo (sezione preistorico-protostorica) si svolge prendendo in considerazione fatti e elementi visti secondo la loro evoluzione nel tempo, privilegiando le fasi più antiche del rapporto uomo-cavallo. Il secondo (sezione demo-etno-antropologica) spiega il rapporto uomo-cavallo nelle sue relazioni con il tessuto socio-economico e con il territorio della Maremma laziale.

Il progetto museografico "Il Cavallo e l'Uomo" svolge i seguenti argomenti:

Sezione preistorico-protostorica
  1. I "progenitori" del cavallo
  2. Il ruolo del cavallo nelle culture del Paleolitico
  3. La domesticazione
  4. L'introduzione e la diffusione del cavallo domestico in Italia
  5. L'utilizzazione del cavallo nella protostoria italiana
    - uso del cavallo nell'alimentazione umana
    - uso del cavallo come cavalcatura e animale da trasporto
    - uso del cavallo nei rituali funerari e religiosi
  6. La domesticazione dell'asino e la sua diffusione in Italia

Sezione demo-etno-antropologica

  1. Il rapporto uomo-territorio
  2. La fabbricazione delle selle: evoluzioni formali e caratteristiche ergonomiche della "Bardella" maremmana.
  3. La mascalcia, la carpenteria e altri mestieri.
  4. Il buttero: lavoro e abitudini di vita
  5. Il cavallo nelle feste popolari
  6. Il cavallo nella tradizione orale
  7. Gli ambienti legati al cavallo

Ultime sui trasporti
(in seguito all'ispezione compiuta nei paesi dell'est dal nostro collega Jeremy James nell'ottobre 2000)

Polonia
Dalle cifre fornite dalla stazione di sosta per bestiame trasportato di Zebrzydowice, al confine meridionale della Polonia, risulta che il traffico di cavalli vivi quest'anno è diminuito del 38% rispetto all'anno scorso. Si comincia ad esportare carne di cavallo refrigerata anziché cavalli vivi.
Dalla carne regfrigerata, inoltre, verrà tolta l'imposta del 5-7% e quindi dal 1 gennaio 2001 sarà esente da imposte come lo sono le esportazioni di animali vivi. Ciò dovrebbe indurre i trasportatori a una scelta economica più conveniente di quella del trasporto di animali vivi.

Ecco la spiegazione in cifre:

Cavallo vivo
1 cavallo polacco pesa 600 Kg.
Prezzo che ne ricavano per chilogrammo: $ 1.00 (un dollaro)
Valore di esportazione: $ 600.00 (seicento dollari)

Cavallo macellato
La carcassa dello stesso cavallo pesa 250 Kg.
Prezzo che se ne ricava per chilogrammo: $ 5.00 (cinque dollari)
Valore di esportazione: $ 1250.00 (milleduecentocinquanta dollari)

La differenza a favore di questa seconda soluzione è di $ 650.00 per cavallo.

Se si moltiplica questa cifra per i 100.000 cavalli che annualmente vengono esportati dalla Polonia, la perdita di profitto del traffico di animali vivi nei confronti dell'esportazione della carne refrigerata è di 65 milioni di dollari.
A ciò bisogna aggiungere che un container refrigerato può portare 70 carcasse di cavalli macellati contro i 24 che il camion può trasportare vivi.

Parlare in questo modo può sembrare piuttosto macabro, ma non dobbiamo dimenticare che il nostro obiettivo è quello di riuscire a por fine al traffico di cavalli vivi destinati al mattatoio.

Ungheria
I proprietari della stazione di sosta di Redics, sul confine Ungaro-Sloveno, sono decisi a migliorare il livello di benessere degli animali che passano attraverso le stazioni di loro proprietà. In un incontro con alcuni dirigenti dell'ILPH è stato stabilito di organizzare un sistema che permetta di abbeverare e rifocillare in viaggio gli animali attualmente trasportati. Questa collaborazione si è resa necessaria, poiché, nelle attuali circostanze, la preoccupazione principale deve essere quella delle condizioni degli animali in transito.
Nel tempo che resta prima che questo traffico giunga alla fine, il nostro scopo è quello di avere garanzia che fin quando gli animali verranno trasportati per lunghe distanze, ciò venga fatto con la massima attenzione possibile per il loro benessere.

26-01-01
Ogni volta che una nuova legge sui trasporti viene messa in vigore dalla Comunità Europea, ottiene il risultato di creare situazioni peggiori per i cavalli. Ogni volta che viene approvata una legge più severa nei confronti del traffico di cavalli vivi, i trasporti trovano strade peggiori e più lunghe per evitare le normative e i controlli.
Adesso, anziché venire attraverso l'Ungheria, dove il traffico di cavalli vivi è calato del 70 per cento, si sono spostati sull'itinerario più lungo, che, partendo dal Kazakistan, attraversa l'Ucraina, la Moldavia, la Romania, la Serbia, il Montenegro e l'Albania per attraversare poi l'Adriatico fino a Trieste, Ancona, Brindisi e Bari. I viaggi dell'orrore, che prima erano di novanta ore, sono diventati di dieci giorni. Dal porto i cavalli vengono portati in mattaoi vicini e così non è stata violata alcuna legge comunitaria. E' solo successo che ai cavalli è stato riservato un maggior numero di sofferenze proprio grazie a una legge,che, in realtà, intendeva il contrario.

E' anche interessante notare che il Kazakistan non ha con la Comunità Europea accordi commerciali riguardo agli animali vivi o alla carne. Non essendo un membro della federazione Russa non può commerciare animali con la Comunità, a meno che gli animali non vengano tenuti in sosta per un periodo di tre mesi in un paese che ha accordi commerciali con la Comunità Europea.

Tutto questo problema deve essere riconsiderato con serietà: gli animali dovrebbero essere macellati nel proprio paese di origine. Punto e basta!
Sempre gli italiani sotto accusa

21-02-01
Per porre fine alle sofferenze causate
dai lunghi trasporti ai cavalli vivi destinati ai mattatoi italiani, lILPH (Gran Bretagna), DVSP (Germania), PROEQUO (Italia) e KLUB GAJA (Polonia) sono da tempo impegnati affinchè venga adottata l'alternativa al trasporto di cavalli vivi : il trasporto di carne refrigerata di animali macellati nel luogo di origine.

Già alcuni Governi di paesi dai quali questi trasporti hanno origine stanno cominciando a dare delle risposte positive, in particolare Romania e Ungheria. Il Parlamento Polacco si prepara a discutere sulla messa al bando dei trasporti di cavalli vivi destinati alla macellazione.

Le cartine pubblicate dalla rivista polacca "Wspolodczuwanie" mostrano il percorso dei trasporti dalla Polonia all'Italia (evitando l'Austria) e come l'Italia sia di gran lunga la grande responsabile di tali trasporti, essendo di gran lunga la maggiore importatrice di cavalli destinati alla macellazione e consumatrice di carne equina (nella cartina la percentuale italiana è in verde).

La Polonia ci informa che la grande resistenza contro l'alternativa del trasporto di carne refrigerata viene dagli importatori italiani, che vogliono solo comperare animali vivi.

Spetterebbe al Governo italiano prendere un provvedimento che proibisca l'importazione di animali vivi destinati alla macellazione.

Argomenti collegati: "Italia sotto accusa..."

Risultati all'orizzonte
Iniziative in corso della Commissione Europea sui trasporti di animali

Prima della fine dell'anno la Commissione intende presentare al Consiglio dei Ministri e al Parlamento Europeo un rapporto sull'esperienza acquisita dagli Stati Membri nell'applicazione della Direttiva sul trasporto di animali. Per tale rapporto la Commissione ha chiesto l'aiuto informativo dell'ILPH.
In seguito ai risultati del rapporto, la Commissione inizierà un lavoro di revisione dell'attuale legislazione. Nel preparare le proposte, tra gli aspetti primari che prenderà in considerazione ci sarà l'adozione immediata di misure addizionali per la protezione dei cavalli trasportati per essere macellati. Verranno anche presi in esame i provvedimenti che incoraggiano la macellazione degli animali nei rispetivi luoghi di origine.

La questione dei trasporti di animali su lunghe distanze, in particolare dei cavalli, costituisce un tema di discussione con i Capi dei Servizi Veterinari dei paesi dell'Europa Centrale e Orientale nell'ambito delle trattative per il loro accesso all'Unione.

Un piano di azione per miglioramenti della protezione degli animali durante i trasporti su lunghe distanze è stato discusso con i Capi dei Servizi Veterinari (C V Os) dei paesi candidati al convegno TAIEX di Lisbona nell'aprile di quest'anno. Tale piano prevede l'applicazione, in tempi brevi, di quanto è richiesto dalla legislazione della Comunità Europea in merito ai trasporti di animali e in particolare per il trasporto dei cavalli. Tali requisiti comprendono i controlli sui veicoli adibiti al trasporto di animali, controlli sanitari degli animali prima e durante il trasporto e l'obbligo di prendere provvedimenti nel caso si riscontrasse negli animali uno stato di sofferenza.

In seguito al convegno, le autorità slovene hanno cominciato, a partire dal 16 di ottobre 2000, a compiere ispezioni e controlli dei trasporti di animali attraverso i loro confini, per verificare il rispetto della legislazione comunitaria sui trasporti e sui tempi dei viaggi, incorporata nella legislazione nazionale slovena.


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